Università della terza età: come finanziarle

Le Università della terza età stanno riscuotendo sempre più successo: un numero crescente di over 50 decide infatti di iscriversi a questo tipo di corsi per coltivare una passione, mantenere il cervello in allenamento, conseguire nuove abilità professionali o, semplicemente, trovare un punto di aggregazione e socializzazione.

I corsi attivati spaziano dalle lingue, antiche e moderne, sino all’enologia, dall’astrologia all’arte al diritto: insomma, ce n’è per tutti i gusti. Naturalmente i titoli rilasciati, a meno di sporadici casi, non costituiscono titolo legale, ma si tratta certamente di iniziative lodevoli.

Come accennato, queste Università, chiamate anche Del Tempo Libero o Popolari, afferiscono alla Regione; si sostengono, in pratica, grazie ai bandi che assegnano contributi per il sostegno all’educazione degli adulti. Le rette pagate per l’iscrizione, infatti, sono piuttosto esigue (dai 60 ai poco più di 100 euro annui), e va da sé quanto raccolto non sia sufficiente per mantenere i corsi “in vita”.

Tuttavia, i cittadini che volessero dare una mano a queste associazioni possono volontariamente offrire un contributo, riconoscendone l’alto valore morale e civico.

Sostenere le Università della Terza Età con il 5×1000 e le donazioni

I finanziamenti, a parte i bandi pubblici, sono ottenuti principalmente attraverso due canali: il 5×1000 e le donazioni.

Se vuoi destinare il 5×1000 è sufficiente esplicitarlo nella dichiarazione dei redditi; nel 730 o nel modello unico dovrai indicare il nome dell’organizzazione no-profit del tuo territorio, completo di codice fiscale. Non si tratta di una quota in più da versare, ma di devolvere una parte delle imposte che andrebbero comunque allo Stato: un bel gesto a costo zero e alla portata di tutti.

L’altra strada percorribile è quella delle donazioni, di solito tramite bonifico bancario. In questo caso si ha anche diritto sia a detrazioni d’imposta sia a deduzioni dal reddito imponibile IRPEF; i documenti relativi al contributo versato non vanno allegate nella dichiarazione dei redditi ma vanno conservate per i successivi quattro anni.

Esiste poi anche la possibilità di finanziare il costo tramite un prestito con la cessione del TFS, anche se nella maggior parte dei casi non è una cosa fondamentale.

Oltre a ciò si può contribuire alla sussistenza di tali associazioni regalando dei libri, ad esempio, oppure materiale scolastico e di cancelleria, o ancora candidandosi come docenti volontari.