Il Convegno dei giovani imprenditori a Santa Margherita Ligure

A giugno 2011, come ogni anno, si è tenuto il Convegno Giovani Imprenditori a Santa Margherita Ligure
che riunisce tutte le principali forze imprenditoriali giovanili del paese. Al meeting ha partecipato anche il presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, Jacopo Morelli, il quale al momento dell’apertura dell’incontro ha dichiarato che: «È tempo di occuparci del futuro dell’Italia. Alziamo la voce sul nostro futuro, che è il futuro del Paese. Non ci arrendiamo e non ci rassegniamo».

Egli poi prosegue sostenendo che: «nulla è più irresponsabile che sprecare una generazione».
Morelli ha proposto che si applichi una diminuzione del cuneo contributivo per tutti coloro i quali fanno la loro comparsa sul mercato del lavoro, in modo tale che venga assicurato un reddito certo alle generazioni future. Al fine di stimolare la giovane imprenditorialità si chiede la soppressione dell’Imposta Regionale sulla Attività Produttive (IRAP) che, com’è noto, grava su tutte le piccole e medie imprese del territorio nazionale, soprattutto, nella fase più delicata e difficile della vita dell’azienda, come quella dello start-up.
Infine, altra importante richiesta è di portare l’età del pensionamento a settant’anni e fare in modo che l’età pensionabile tra uomo e donna venga equiparata.
Un’iniziativa interessante, che è stata portata avanti da Confindustria con la stretta collaborazione di Unicredit, è di sostenere i giovani a far si che le idee valide possano essere convertite in progetti imprenditoriali. Sono anche stati organizzati diversi Workshop (ospitati in location atipiche come lo storico hotel di Santa Margherita Metropole e il Cinema Centrale) e in cui sono stati invitati degli imprenditori che sono riusciti a creare delle importanti imprese che sul mercato hanno riscosso nel tempo dei considerevoli consensi. Da segnalare, un altro importante incontro in cui si è discusso delle nuove sfide che sono state lanciate sul mercato internazionale, nel quale si avuto anche modo di aggiornare la lista dei rischi che un’azienda corre quando interagisce su un mercato di dimensioni globali.
Lo sguardo non può non andare alla Cina e al suo modo di produrre che dà vita a dei fenomeni di dumping sociale su cui ha costruito il proprio impero commerciale in tutto il mondo, mettendo in ginocchio le economie dei paesi verso cui esporta i propri prodotti applicando, com’è noto, un prezzo altamente concorrenziale. Nel nostro tempo, inoltre, l’impresa italiana si trova far fronte a tanti problemi di natura strutturale che attanagliano il sistema economico interno, fortemente, influenzato dalla crisi economico-finanziaria di dimensioni globali, ma anche da un deficit che tende a crescere per via di un’economia che stenta a ripartire.